Forse sono irrimediabilmente tramontati i tempi di Ambroise Vollard ed Henry Kahnweiler, degli editori Iliazd, Tériade, Skira, Maeght e Mardersteig, importanti, anzi, fondamentali, per la creazione storica di un fenomeno e per la costruzione estetica e formale, direi quasi “architettonica”, del libro d’artista, e le iniziative pionieristiche e sperimentali di un tempo, forse hanno esaurito la loro ragion d’essere, lasciando il posto ad una consolidata, quieta ma pur sempre decorosa tradizione tipografica e editoriale che, quando mantenuta ad alto livello, sa ancora misurare il contributo dei vari interventi finalizzati alla creazione del libro d’artista come lo conosciamo e lo abbiamo nel tempo amato e ammirato.
Le edizioni “Il Tavolo Rosso” di Udine, casa editrice che dal 1994 ha iniziato a produrre libri d’arte seguendo ancora i canoni della tradizione artigianale più rigorosa, è riuscita, attraverso la scelta mirata degli autori, dei testi e degli artisti chiamati ad illustrarli con incisioni originali, a confezionare un “prodotto” finito di pregio, che si presenta come un insieme armonico d’altissimo valore estetico e librario. La casa editrice nasce dalla passione di Corrado Albicocco per i libri d’arte, passione maturata come allievo della prestigiosa “Scuola del libro” di Urbino e consolidata in trent’anni di lavoro come stampatore fiduciario dei maggiori peintre-graveur italiani e stranieri, da Santomaso a Vedova, da Zigaina a Zec, da Dugo a Velasco, da Pignatelli a Frangi. In questi quattordici anni di certosino lavoro, la collana di libri d’artista del “Tavolo Rosso” si è arricchita di trentatre opere. Fra i titoli più significativi si segnalano i primi volumi editi con testi ed incisioni originali di Giuseppe Zigaina, “Anatomia di un’immagine” del 1994, “Il tempo delle origini” del 1998, “Una polemica in prosa” del 2000, che ci offrono, nell’insieme, uno spaccato sincero e graffiante, della vena letteraria, critica e poetica dell’illustre pittore friulano; non da meno, il libro “Tutto il resto lo cambio” del 1998, con testi dei Sarajcic’, Selimovic’ e Sidran, arricchito con diciannove incisioni di Safet Zec. Nel 2001 l’insegna del Tavolo Rosso è chiamata a realizzare per l’U.N.E.S.C.O. un’impresa editoriale complessa e di ampio respiro. Si vuole rieditare, a cura di Sergio Pautasso, il celebre saggio di Carlo Bo “La natura del critico”, uno dei testi fondamentali della moderna ermeneutica letteraria, in omaggio all’opera dell’illustre critico, per il traguardo dei suoi novant’anni. A corredo del testo: una prefazione di Giovanni Puglisi, una poesia di Mario Luzi e un’introduzione “all-armata” di Achille Bonito Oliva. Completa l’edizione una nutrita selezione di opere grafiche di artisti contemporanei, legati anche affettivamente a Carlo Bo, con incisioni originali di Carla Accardi, Domenico Bianchi, Mario Ceroli, Sandro Chia, Jannis Kounellis, Ignazio Moncada, Nunzio, Mimmo Paladino, Alfredo Pirri, Vettor Pisani, Arnaldo e Giò Pomodoro, Emilio Vedova e Giuseppe Zigaina. L’improvvisa morte del critico, avvenuta quando ancora il libro era in corso di stampa, ha mutato l’originario omaggio in un tributo “alla memoria”. Un’opera monumentale, di straordinaria bellezza e importanza, presentata ed esposta nelle sedi di prestigiose istituzioni culturali, da Milano (IULM) a Roma (UNESCO) e Chicago (Istituto di Cultura Italiana).
Con “Frammenti” e “Gli Angeli di Vedova”, del 2003, si realizzano due capolavori dell’editoria moderna e, al contempo, si rende un doveroso omaggio all’arte di Emilio Vedova. Si tratta di due libri di eccezionale fattura compositiva, nati dalla decennale collaborazione tra l’artista veneziano e il suo torcoliere di fiducia. Libri che si lasciano sfogliare e conquistare con lo sguardo e dove, ad ogni istante, si rinnova il piacere per la bella pagina scritta e illustrata, dove magnifiche incisioni originali, desunte dai cicli “De America”, “Gli Angeli” e le “ Annunciazioni”, gli “Oltre”, arricchiscono i testi autografi e quelli scritti dell’amico-filosofo Massimo Cacciari; libri che nell’insieme vanno a costituire una breve antologia della poesia minimale ma anche del pensiero e dell’arte del pittore veneziano.



Roberto Budassi